ANTONIO DAL ZOTTO

ANTONIO DAL ZOTTO

(Venezia 1841-1918)

Originario della città lagunare, vi studia, presso l’Accademia di Belle Arti, per poi trasferirsi a Roma come allievo di Pietro Tenerani. Già nel 1864, giovanissimo, ottiene la commissione per la monumentale sepoltura della famiglia Giulay, vincendo nello stesso anno il Gran Premio di Roma. Dal 1870 è professore di modellato e anatomia presso la Scuola Veneta d’Arte e dal 1879 ottiene il medesimo incarico presso l’Accademia di Belle Arti di Venezia. Nel 1880 esegue il monumento a Tiziano Vecellio a Pieve di Cadore, paese natale dell’artista. Tre anni dopo, invece, è il turno di Carlo Goldoni, il più grande drammaturgo del Settecento. Il prestigio e le capacità dimostrate nella scultura celebrativa sono probabilmente alla base della commissione per il ritratto a Vittorio Emanuele II commissionatogli per la sala a pianterreno della torre di San Martino. Molto attivo anche sul piano dell’organizzazione culturale, Dal Zotto sarà tra i promotori di quella che diventerà l’Esposizione Internazionale d’Arte della Città di Venezia, continuando una proficua attività nella realizzazione di ritratti marmorei e bronzei dedicati a grandi personalità politiche, letterarie e artistiche nazionali (l’ultima, raffigurante il doge Sebastiano Veniero, a Venezia, è del 1907).