SALVATORE PISANI

Salvatore Pisani nacque il 20 luglio 1859 a Mongiana, sul massiccio montuoso delle Serre calabre, dove ebbe modo di frequentare gli artisti che lavoravano presso l'antica fabbrica d'armi, famosi per la perizia nei lavori di cesello e nelle damaschinature sulle canne dei fucili. Appena adolescente attirò l'attenzione di Giuseppe Albonico, un ingegnere sondrasco attivo a Reggio Calabria, che lo segnalò, tramite il fratello Luigi, parroco di Tirano, al mecenate Luigi Torelli, patriota e senatore valtellinese. Nel 1875, affrontò la prima prova ufficiale di scultura a Roma dove, in un locale del Senato, modellò un busto di Alessandro Manzoni. Nel 1876 si iscrisse all'Accademia di Brera e, nel 1880, realizzò la Società di Solferino e San Martino i busti di Napoleone III, Vittorio Emanuele II e di tredici generali caduti nelle guerre d'indipendenza. Nel 1883 dopo aver frequentato il corso di “Modellatura” tenuto da Francesco Barzaghi, gli furono commissionati due bassorilievi per la cappella funebre del pittore Francesco Hayez nel cimitero monumentale di Milano e nel 1886 entrò a far parte del giurì d'ammissione della “Permanente” assieme ad Enrico Butti, Luigi Secchi, Francesco Confalonieri, Donato Barcaglia, Enrico Cassi, Riccardo Ripamonti e Lodovico Pogliaghi. Nel 1892 ebbe un'importante incarico dalla fabbrica del Duomo di Milano: scolpì, per il gugliotto Vandoni, un Angelo e nel 1893, per il gugliotto Cesa-Bianchi un Angelo e un Re di Giuda. Nel 1894 realizzò il monumento in bronzo a Giovanni Battista Piatti, collocato a Milano, in Largo La Foppa, su un piedistallo disegnato dall'architetto Luca Beltrami e nel 1906, all'esposizione internazionale di Milano, in occasione dell'inaugurazione del valico del Sempione, espose un mezzobusto della marchesa Isimbardi-Taverna, oggi collocato nell'omonimo palazzo, sede della provincia di Milano. Morì a Milano il 18 settembre 1920.